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Římské vojsko ve filmu a televizi / Roman army on the screen

Balling, Adam January 2020 (has links)
1 ABSTRACT The thesis is divided into three major parts, the first giving an overview of the history of films and TV series about ancient Rome. This overview is based on scientific literature written in English. The second part, using scientific literature and classical sources, mostly pictorial, briefly describes weapons and armour of Roman soldiers from the Roman Republic until the end of the 2nd century A.D. The third part describes the costumes and weapon props in 25 films and TV shows picked on the basis of their popularity on Internet movie databases. The aim of this thesis is to find out, how does the stereotypical Roman soldier, created by this branch of popculture, looks like. The conclusion shows, that in the films and series about ancient Rome, the costumes rarely correspond to our historical knowledge about the armours from the times in which these films and series are set. Some costume attributes are constant and are supposed to serve as indicators, that the actor in the view of the camera is a Roman soldier. One of these attributes is lorica segmentata, armour made famous by its appearances in films like Ben-Hur, Gladiator and films about Asterix. Other attributes are attic style helmet, known from antique reliefs, big rectangular shields and bracers. Those pieces of equipment were not the...
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An examination of social media marketing strategies by Ohio show livestock producers and how they influence business

Kinion, Charles Kane 09 August 2022 (has links)
No description available.
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The Farmland Opera House : culture, identity, and the corn contest

Wernicke, Rose January 2013 (has links)
Indiana University-Purdue University Indianapolis (IUPUI)
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INTERTEXTUALIZAÇÃO NA OBRA DE MARINA COLASANTI: O TEAR E O TECIDO

Costa, Ivonete Ferreira da 23 March 2016 (has links)
Submitted by admin tede (tede@pucgoias.edu.br) on 2016-12-12T17:45:59Z No. of bitstreams: 1 IVONETE FERREIRA DA COSTA.pdf: 1144206 bytes, checksum: 112aea88b52fbaed3f56007447beaf47 (MD5) / Made available in DSpace on 2016-12-12T17:46:00Z (GMT). No. of bitstreams: 1 IVONETE FERREIRA DA COSTA.pdf: 1144206 bytes, checksum: 112aea88b52fbaed3f56007447beaf47 (MD5) Previous issue date: 2016-03-23 / The text brings the analysis of aspects of the literary discourse as the processes of construction of the scenes and the magical universe, in which the narratives of Marina Colasanti are realized, having as it shows the tales of the works Doze reis e a moca no labirinto do vento (2006): "The woman ramada", Uma ideia toda azul (2006): "Beyond the frame", "Between the leaves of green ó" and "Yarn after yarn". The general and specific objectives are to highlight and distinguish the encompassing and generic scenes present in the narratives, to identify the nature of the verbal sign in its relation to the nonverbal sign, and to analyze intertext resources, paratext, among others, as an artistic procedure. The narrative plans are approached, in which the characters are realized mimically, starting from the initial assumption formulated by Dominique Maingueneau. Non-verbal language is an invitation to read verbal language and vice versa. Both are associated with the signs that are constructed through the textual writing: loom and fabric. They can be seen now either explicitly or implicitly, and put in the service of a power that is realized by the act of reading. Thus, in the narrative text, there are traces of a speech in which the text is staged. / O texto traz a análise de aspectos do discurso literário como os processos de construção das cenas e o universo mágico, em que se realizam as narrativas de Marina Colasanti, tendo como mostra os contos das obras Doze reis e a moca no labirinto do vento (2006): “A mulher ramada”, Uma ideia toda azul (2006): “Além do bastidor”, “Entre as folhas do verde ó” e “Fio após fio”. Os objetivos geral e específicos são destacar e distinguir as cenas englobante e genérica presentes nas narrativas, identificar a natureza do signo verbal na sua relação com o signo não verbal e analisar recursos de intertexto, paratexto, entre outros, como procedimento artístico. Abordam-se os planos narrativos, nos quais se dá a realização dos personagens mimeticamente, partindo do pressuposto inicial formulado por Dominique Maingueneau. A linguagem não verbal é um convite à leitura da linguagem verbal e vice-versa. Ambas se associam aos signos que se constroem por meio da escritura textual: tear e tecido. Elas podem ser vistas ora de modo explícito, ora implícito, e se colocam a serviço de um poder que se realiza pelo ato de leitura. Assim, no texto narrativo, há rastros de um discurso em que o texto é encenado.
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Mobilní zdroje elektrické energie / Mobile Power Sources

Kvasnička, Karel January 2020 (has links)
Charging station; PV panel; accumulator; battery; lithium; LiFePO4; Arduino
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Boiardo lettore di Dante. Comunicazione letteraria e intertestualità a Ferrara nella loro dimensione storica

Cazzato, Matteo 29 May 2024 (has links)
La tesi si propone di indagare l’intertestualità dantesca nell’opera volgare di Matteo Maria Boiardo. Il fenomeno è già stato oggetto di studi – indirizzati soprattutto al poema cavalleresco, e in misura minore (specie negli ultimi anni) al canzoniere lirico – che si sono mossi però nell’alveo dell’impostazione strutturalista, con una considerazione della memoria poetica da un punto di vista formalista e tipologico. Questa corrente ha consentito sviluppi importanti negli studi filologici, ma porta a vedere il fatto letterario staccato dal suo contesto di riferimento. Se questo esito in Italia è stato arginato da una forte base storicista, va detto che gli studi sulle riprese poetiche hanno però vissuto una situazione particolare. Da una parte, infatti, lo strutturalismo fra anni ’60 e ’70 ha imposto anche in Italia, attraverso una serie di importanti lavori, il suo modo di trattare la questione, senza poi che il successivo approdo semiotico incidesse in maniera significativa. Dall’altra, la reazione di chi voleva agganciare il fenomeno al dato storico ha riportato il problema all’impostazione erudita della critica delle fonti, privilegiando la raccolta dati da mettere in relazione con le informazioni sulla storia della tradizione e della circolazione. L’obbiettivo di questa tesi è fare un passo avanti, nella convinzione che per lo studio di questi fenomeni di riuso sia la circolazione manoscritta che i dati testuali e formali vadano letti in una piena prospettiva semiotica: guardare ai fenomeni di tradizione e trasmissione testuale nell’ottica dei processi ricettivi, e considerare le scelte di memoria poetica come atti comunicativi, con un valore pragmatico. La ricerca ha l’intento di giungere ad una maggior comprensione del rapporto del dotto poeta umanistico con il modello dantesco, un’interpretazione più chiara delle strategie di riuso, determinate dal particolare modo di leggere la Commedia nel contesto specifico, e perciò attraverso un preciso filtro fra quelli disponibili al tempo. Accanto all’insieme di informazioni filologiche sulle attestazioni manoscritte nelle biblioteche del tempo, l’indagine qui condotta consente – anche da un punto di vista che potremmo definire attributivo – di indicare in Benvenuto da Imola l’esegeta di riferimento per Boiardo e il suo pubblico, proprio perché l’osservazione ravvicinata dei testi e dei loro legami fa emergere questa tradizione interpretativa come la più attiva nell’elaborazione boiardesca rivolta ai lettori. Il lavoro non ha preso le mosse da un afflato teorico, teso a riconcettualizzare l’intertestualità, ma da un intento di chiarificazione sui testi e alcuni loro aspetti che non sembravano però trovare una spiegazione soddisfacente all’interno del quadro metodologico diffuso. Il lavoro, allora, ha assunto poco alla volta anche una vena metodologica sorta dall’osservazione dei fenomeni in modo nuovo. E così, accanto all’indagine storico-letteraria, e in stretta relazione con essa, è stato possibile avanzare alcune proposte ermeneutiche sui meccanismi intertestuali in base alle dinamiche della comunicazione letteraria. E nelle pagine che seguono il percorso si articola attorno a nuclei diversi ma interconnessi: da una parte la riflessione generale a carattere semiotico sui fenomeni di memoria poetica, che vengono concettualizzati grazie agli apporti di discipline come la pragmatica; segue una ricognizione storica sulle modalità di lettura e ricezione del modello dantesco – e non solo – in base alla circolazione dei testi e dei loro apparati esegetici; si arriva poi al nucleo del lavoro con l’affondo diretto su opere e paratesti esegetici con le loro relazioni, che si instaurano all’interno del laboratorio d’autore e poi da lì arrivano al pubblico.

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