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[en] MUSIC FOR THE EARS, FAITH FOR THE SOUL, TRANSFORMATION FOR THE LIFE: MUSIC, FAITH AND CONSTRUCTION OF NEW IDENTITIES IN THE PRISION / [pt] MÚSICA PARA OS OUVIDOS, FÉ PARA A ALMA, TRANSFORMAÇÃO PARA A VIDA: MÚSICA, FÉ E CONSTRUÇÃO DE NOVAS IDENTIDADES NA PRISÃOVIVIAN MARIA RODRIGUES LOUREIRO 19 November 2009 (has links)
[pt] O presente estudo orientado por um processo reflexivo, mostra a possibilidade de
construção de novas identidades através do envolvimento com a música e a religião. Como
referência destaca a trajetória da Banda Gospel Javé, formada ainda na prisão e hoje
composta por egressos do sistema prisional. Após o cumprimento da pena seus integrantes
continuam engajados num projeto musical que se desenvolve com apresentações em igrejas
e eventos religiosos. A pesquisa revelou que a música é uma forma de expressarem suas
emoções e compartilharem a mensagem religiosa que professam. Além disso, permitiu
ampliar a compreensão da importância do significado das manifestações culturais
especificamente da música e da crença, como alternativas de novas formas de inclusão
social para egressos do sistema prisional. / [en] The present study guided for a reflective process, it shows to the possibility of
construction of new identities through the envolvement with music and the religion. As
reference we mention the trajectory of the Band gospel Javé, formed still in the prision and
nowsday composed for egresses of the prisional system. After the fulfilment of the penalty
its integrant ones continue engaged in a musical project that if develops with presentations
in churches and religious events. The academic research disclosed that the music is a form
to express its emotions and to share the religious message that they profess. Moreover, it
allowed specifically to extend the understanding of the importance of the meaning of the
cultural manifestations of music and the belief, as alternative for new forms of social
reintegration for egresses of the prisional system.
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Il trattato ‘Practica musice’ di Franchino Gaffurio (1496). Genesi, tradizione del testo, trascrizione interpretativa e traduzione. / The treatise ‘Practica musice’ by Franchino Gaffurio (1496).Genesis, interpretive transcription and translation.Vittorelli, Paolo <1978> 09 September 2014 (has links)
La ricerca consiste nell’edizione e traduzione del trattato ‘Practica musice’ di Franchino Gaffurio corredata da apparati critici e storico-contestuali. Si inizia con la biografia dell’autore redatta secondo gli ultimi dati disponibili e si presenta una esposizione del contenuto del trattato con proposte di chiarimenti dei passi più oscuri. Segue quindi uno studio dei cambiamenti intercorsi tra le parti del trattato come trasmesse nei manoscritti preparatori e la sua versione finale a stampa, seguito da una indagine sulle edizioni successive all’editio princeps, con tabelle sulle varianti tra le edizioni. Vengono quindi offerte la trascrizione interpretativa del testo latino del trattato (che può essere considerata la più corretta attualmente disponibile ed è l’unica a riportare numeri di partizione testuale) seguita dalla sua traduzione in italiano, con trascrizione degli esempi musicali.
Il trattato, diviso in quattro libri, ha per argomenti rispettivamente il cantus planus e le scale modali gregoriane, la musica misurata e le figure della notazione, l’arte del contrappunto e la più ampia casistica disponibile sulle proporzioni ritmiche. / The research consists in the edition and translation of the Treatise 'Practica musice' by Franchino Gaffurio, accompanied by critical, historical and contextual commentary. It begins with the author's biography prepared according to the latest available data and presents an exposition of the treatise’s contents, with proposals for clarification of the obscurest passages. This is followed by a study of the changes between the manuscripts’ preliminary versions and the final printed edition and a survey of the editions following editio princeps, with tables on the variants between editions.
It then offers the interpretive transcription of the Latin text of the treatise (which can be considered the most correct and is the only currently available to report numbers of text division) followed by its translation into Italian, with transcription of the musical examples.
The treatise, divided into four books, deals with, respectively, cantus planus and gregorian modal scales, measured music and the figures of notation, the art of counterpoint and the broadest illustration available on rhythmical proportions.
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I drammi musicali di Giovanni Faustini per Francesco CavalliBadolato, Nicola <1980> 10 July 2007 (has links)
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Le raffigurazioni musicali nella coroplastica della Sicilia greca (VI-III sec. a.C.)Bellia, Angela Maria <1967> 10 July 2007 (has links)
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Il ruolo del jazz nelle musiche composte da Bruno Maderna per la radio e per il cinemaIzzo, Leo <1973> 10 July 2007 (has links)
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I Lirici greci di Quasimodo: un ventennio di recezione musicaleScalfaro, Anna <1977> 10 July 2007 (has links)
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Le messe 'mantovane' di Giovanni Pierluigi da PalestrinaPatuzzi, Stefano <1972> 10 July 2007 (has links)
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Teoria e prassi di Sergiu CelibidacheQuaranta, Anna <1966> 10 July 2007 (has links)
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Traduzioni di opéras-comiques nella Biblioteca Estense Universitaria di Modena: il Riccardo Cor di LeoneBugani, Fabrizio <1966> 23 June 2008 (has links)
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Il tocco pianistico: premesse storiche e sviluppi scientificiMacrì, Chiara <1978> 23 June 2008 (has links)
“Il tocco pianistico: premesse storiche e sviluppi scientifici” si pone l’obiettivo di provare la
politimbricità del pianoforte. A tal fine, ho indagato la relazione tra il gesto, la meccanica del
pianoforte e il suono, problema sfiorato da alcuni maestri del Novecento, ma mai approfondito e
sviscerato per ovvie ragioni riguardanti la mancanza di una tecnologia idonea e competenze difficili
da trovare in una medesima persona. Per quest’ultima ragione mi sono avvalsa della collaborazione
sia del Laboratorio di Anatomia Funzionale dell'Apparato Locomotore del Dipartimento di
Morfologia Umana dell’Università di Milano, dove lavorano esperti delle più moderne tecnologie
idonee alla registrazione del movimento, sia dell’ingegnere Alberto Amendola, docente a contratto
di Acustica musicale presso l’Università di Parma per ciò che concerne l’analisi del suono e i rilievi
acustici.
La tesi si articola in due parti organizzate in quattro capitoli. Nel primo, La didattica
pianistica nel primo trentennio del Novecento: il tocco e il timbro come parole chiave, dopo aver
tracciato un quadro generale riguardante i concetti di ‘tocco’ e ‘timbro’ incontrati nei metodi e
trattati del Sette/Ottocento, già affrontati nella tesi di laurea, procedo ad analizzare alcuni dei lavori
più rappresentativi scritti tra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento (The Leschetizky
Method. A Guide to Fine and Correct Piano Playing di Malwine Brée, Über die physiologischen
Fehler und die Umgestaltung der Klaviertechnik di Albert Maria Steinhausen, Die Grundlagen der
Klaviertechnik di Rudolph Maria Breithaupt e The Phisiological Mechanics of Piano Technique di
Otto Ortmann). Tali studi presentano una parte dedicata alle diverse modalità di produzione sonora
e, quasi tutti, giungono ad una medesima conclusione: pur nella sua ricchezza, il pianoforte è uno
strumento monotimbrico, dove la differenza tra i suoni è data dall’intensità e dall’agogica.
Al fine di provare la politimbricità del pianoforte, il mio percorso di studi si è scontrato sia
con la meccanica del pianoforte sia con l’acustica musicale. Ho fatto precedere quindi l’indagine
scientifica, che confluisce nel capitolo IV, da una sezione in cui presento l’evoluzione della
meccanica del pianoforte fino a giungere alla descrizione della meccanica moderna (capitolo II, Il
Pianoforte: meccanica e modalità di produzione del suono), e da un’altra in cui affronto i
fondamenti di acustica musicale, al fine di fornire al lettore i mezzi basilari per cimentarsi con la
parte scientifica (capitolo III, Cenni di acustica musicale).
Il capitolo IV è il resoconto organico e sistematico delle sperimentazioni svolte durante il dottorato
presso il laboratorio di Anatomia funzionale dell’apparato locomotore dell’Università di Milano. La
presentazione ripercorre necessariamente le tappe della ricerca considerata la novità assoluta
dell’oggetto indagato. All’illustrazione dei dati di ogni fase segue sempre la discussione e
l’interpretazione dei risultati per garantire la validità dell’esperimento. L’interesse della ricerca è
stato condiviso oltre che dal dipartimento di Anatomia, anche dalla casa costruttrice di pianoforti
Bechstein che ha costruito una meccanica speciale, e dalla ditta di pianoforti Angelo Fabbrini, che
ha messo a disposizione un mezza coda Bechstein per effettuare i rilievi. Il capitolo IV, che
rappresenta, dunque, il cuore della presente dissertazione dottorale, dimostra che il pianoforte è uno
strumento politimbrico: mettendo in relazione il gesto pianistico, la reazione della meccanica e il
suono è risultato che al movimento del martello, ripetibilmente diverso a seconda del tocco
pianistico, corrisponde una reazione acustica che varia ripetibilmente in maniera differente a
seconda del tocco.
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