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LISZT'S <i>VENEZIA E NAPOLI</i> : A HISTORICAL STUDY AND MUSICAL ANALYSIS

Lin, Lin 11 October 2001 (has links)
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All'ombra della camorra : I bambini e la criminalità organizzata / I skuggan av camorran. : I skuggan av camorran. Barnen och den organiserade brottsligheten

Eriksson, Lotta January 2017 (has links)
Nello studio vengono usate due indagini che analizzano il legame tra la criminalità organizzata nel territorio di Napoli e i bambini napoletani, assieme a un’indagine fatta sugli studenti della Liguria, del Lazio e della Toscana sul problema della mafia. Ci sono pochi studi su questo tema, e l’obiettivo di questa tesina è indagare il rapporto tra queste entità. Si intende qui indagare la differenza nella percezione e nella consapevolezza del fenomeno della criminalità organizzata, presso i bambini di Napoli e gli studenti intervistati nel Centronord.   La visione dei bambini sul tema della camorra è di particolare interesse, perché sono gli esseri più deboli di ogni società, dipendono dagli adulti, e il loro parere non viene spesso preso in considerazione dalle indagini. Sembra che sia molto più comune invece descrivere e analizzare la camorra solamente come criminalità organizzata e da qui si può capire il successo che ha avuto ad esempio lo scrittore Roberto Saviano.  Questa tesina intende per questo mettere in luce i pensieri, le idee e la consapevolezza che hanno gli intervistati delle due indagini. Inoltre, la tesina cercherà di riflettere su quali siano le vittime del fenomeno mafioso. La vittimologia fa parte della criminologia e oggi è un ramo fondamentale per la discussione della prevenzione dei reati. Dato che non esiste molta letteratura scientifica che si focalizza sul rapporto fra i bambini e la camorra, questa tesina vuole contribuire a sottolineare l’importanza del punto di vista dei più giovani, che rappresentano il futuro della nazione italiana.   L’ipotesi di questa tesina sarà quella di verificare se gli studenti del Centronord attraverso questa inchiesta vittimizzano doppiamente i bambini di Napoli. Perché l’indagine del Centronord trae la conclusione che gli intervistati del Lazio, della Toscana e della Liguria sono vittime della mafia in genere, ma questo non sembra corrispondere alla realtà. In effetti gli studenti del centronord conoscono la mafia solo attraverso progetti scolastici e i media.  A Napoli, invece, gli abitanti vivono sempre all’ombra della camorra e sappiamo che in questa zona non si rompe facilmente la cultura dell’omertà, mentre nelle regioni del Centronord è possibile vivere e parlare della mafia, senza rischiare di rimanere uccisi o minacciati pesantemente.   La stessa indagine fatta sugli studenti del Centronord, che si conclude dicendo che essi manifestano maggiore maturità, approcci più sistemici e anche una maggiore consapevolezza della lotta alla camorra, non è forse del tutto obiettiva, perché non tiene conto della drammatica situazione dei loro coetanei del Sud. La tesina vuole considerare l’ipotesi che l’indagine del Centronord, invece di servire come studio di vittimologia, al contrario vittimizza i bambini del Sud doppiamente. In primo luogo dato che il punto di partenza dell’inchiesta del Centronord è di concepire gli intervistati stessi come vittime delle mafie. Ma non lo sono, perché non vivono nel mezzo del fenomeno mafioso e non sono poveri come i bambini napoletani delle periferie. In secondo luogo, gli autori dell’indagine del Centronord traggono la conclusione che il loro campione ha un’ampia consapevolezza di questo fenomeno e di conseguenza potrebbe avere un ruolo importante nella lotta alle mafie. In questa maniera si vittimizzano forse ulteriormente i bambini di Napoli, dato che essi non sono in grado, per circostanze esterne, di poter rompere allo stesso modo il silenzio imposto dalla camorra.
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A Nápoles de Luciano de Crescenzo em Così parlò Bellavista : topoanálise do espaço mítico e do real /

Bueno, Matheus dos Santos January 2019 (has links)
Orientador: Maria Celeste Tommasello Ramos / Resumo: O presente estudo realiza a topoanálise da obra italiana Così parlò Bellavista: Napoli, amore e libertà [Assim falou Bellavista: Nápoles, amor e liberdade], lançada em 1977, pelo escritor italiano Luciano de Crescenzo. Nesse romance, o autor explora Nápoles por meio das observações filosóficas do professor de Filosofia Gennaro Bellavista, juntamente de seus amigos e conterrâneos napolitanos. Desse modo, analisamos a configuração literária da cidade por meio dos espaços denotativos e conotativos presentes nos diálogos dos personagens. Ademais, como Bellavista exacerba as qualidades de Nápoles, buscamos verificar como o aspecto mítico e o aspecto utópico se aplicam no discurso do professor sobre ela. Além disso, buscamos estudar como a presença da Filosofia na estrutura da obra, por meio dos diálogos platônicos e da argumentação de Bellavista, é um meio de configurar a cidade e seus habitantes. Verificamos também como o hibridismo, isto é, a presença de gêneros textuais advindos da tradição oral e de cunho humorístico, é uma outra forma de explorar a cidade ao passo que também a caracteriza por meio do riso. Para tais investigações, utilizamos principalmente as reflexões teóricas de Brandão (2013) e Borges Filho (2007) relativas ao espaço. Para os conteúdos sobre Nápoles, baseamo-nos nas obras de Palumbo, Ponticello (2014) e D’ambrosio (s/d). No que tange à Filosofia, nortearam nossa pesquisa Souza (2018) e De Crescenzo (2012). Os aspectos sobre o Mito e sobre a Utopia foram ba... (Resumo completo, clicar acesso eletrônico abaixo) / Abstract: This study conducts the topoanalysis of the Italian work Così parlò Bellavista: Napoli, amore e libertà [Thus Spoken Bellavista: Naples, love and liberty], published in 1977, by the Italian writer Luciano de Crescenzo. In this novel, the author explores Naples through the philosophical observations of the philosophy teacher Gennaro Bellavista, along with his friends and Neapolitan countrymen. Therefore, we analyzed the literary configuration of the city through the denotative and connotative spaces present in the dialogues of the characters. Moreover, as Bellavista exacerbates the qualities of Naples, we researched how the mythic aspect and the utopian aspect are applied in the teacher's discourse about the city. Furthermore, we studied how the presence of the Philosophy in the structure of the work, through the platonic dialogues and in the Bellavista's arguments, is a way of setting up the city and its inhabitants. We also analyzed how the hybridity of the work, namely the presence of textual genres from oral tradition with humorous nature, is another way of exploring the city while also characterizing it through laughter. For such investigations, we mainly used the theoretical reflections of Brandão (2013) and Borges Filho (2007) related to space. For the content about Naples, we based our analysis on the works of Palumbo, Ponticello (2014) and D'ambrosio (s / d). Regarding the philosophy, our research was mainly guided by Souza (2018) and De Crescenzo (2012). Aspects abou... (Complete abstract click electronic access below) / Astratto: Questo studio fa la topoanalise dell'opera italiana Così parlò Bellavista: Napoli, amore e libertà, pubblicata nel 1977, dallo scrittore italiano Luciano de Crescenzo. In questo romanzo, l'autore esplora Napoli attraverso le osservazioni filosofiche dall’insegnante Gennaro Bellavista, insieme ai suoi amici e compaesani napoletani. In questo modo, analizziamo la configurazione letteraria della città mediante gli spazi denotativi e connotativi presenti nei dialoghi dei personaggi. Inoltre, perchè Bellavista esagera le qualità di Napoli, cerchiamo di analizzare come l'aspetto mitico e l'aspetto utopico si applicano nel discorso dell'insegnante sulla città. In aggiunta a questo, cerchiamo di studiare come la presenza della Filosofia nella struttura dell'opera, attraverso i dialoghi platonici e gli argomenti di Bellavista, sia un mezzo per configurare la città e i suoi abitanti. Abbiamo ricercato anche come l’ibridismo, ovvero la presenza di generi testuali della tradizione orale di natura umoristica, sia un altro modo di esplorare la città e allo stesso tempo caratterizzarla mediante il riso. Per tali indagini, utilizziamo principalmente le riflessioni teoriche di Brandão (2013) e Borges Filho (2007) relative allo spazio. Per i contenuti su Napoli, ci siamo basati sulle opere di Palumbo, Ponticello (2014) e D'ambrosio (s/d). Per quanto riguarda la Filosofia, la nostra ricerca è stata guidata principalmente da Souza (2018) e De Crescenzo (2012). Aspetti sul Mito e sul Utopia sono / Mestre
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Das Weltgerichtsfresko in Santa Maria Donnaregina zu Neapel Materialen zur Weltgerichtsikonographie /

Schreiner, Rupert. January 1983 (has links)
Thesis (doctoral)--Ludwig-Maximilians-Universität zu München, 1979. / Includes bibliographical references (p. 112-177).
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Les Français et l’archéologie au Royaume de Naples pendant le Decennio francese (1806-1815) : l’exemple des découvertes de céramique antique / The French connoisseurship and Archeology in the Kingdom of Naples during the French Decade (1806-1815) : an example of the discoveries of ancient painted vases / I Francesi e l’archeologia nel Regno di Napoli durante il Decennio francese (1806-1815) : l’esempio delle scoperte di ceramica antica

Le Bars-Tosi, Florence 25 October 2014 (has links)
En se proposant d’étudier les relations des Français avec le Royaume de Naples dans la mise en place d’une politique archéologique parmi les plus modernes d’Europe sous les règnes de Joseph Bonaparte et Joachim Murat, cette thèse s’inscrit dans plusieurs domaines de la recherche en Histoire (politique et culturelle), Histoire de l’Art et Archéologie. Il s’agit ainsi de nous pencher surl’Antiquité à travers le prisme du XIXe siècle, tout en tentant de répondre aux questions actuelles de l’Histoire de l’art sur les provenances archéologiques et le destin des oeuvres découvertes dans ces années. Devant l’ampleur des découvertes archéologiques faites pendant le decennio francese, nous choisissons de limiter la recherche au matériel céramique. Ce corpus homogène permet de revenir sur les découvertes et l’histoire des sites archéologiques de l’Italie méridionale dans les années 1806-1815, en explorant des archives inédites. Leur dépouillement systématique apporte de nouvelles connaissances sur l’histoire des sites fouillés et permet de retrouver la provenance perdue d’objets aujourd’hui conservés dans les musées européens. Par ce croisement inédit de sources, nous espérons donner une vision plus complète de la Naples du decennio francese, tout en élargissant les connaissances sur l’Histoire de l’Archéologie en Italieméridionale. C’est là tout l’enjeu d’un sujet aux confluences des différents courants de l’Histoire,contemplant l’Antiquité dans le miroir des premières années du XIXe siècle. / Dealing with the relationships between the French connoisseurship and the Kingdom of Naples in building of one of the most modern archeological policies in Europe under Joseph Bonaparte and Joachim Murat's reigns, this doctorate takes a part in several fields of research in History (political and cultural), Art History and Archeology. It makes us look at the Antiquity through the prism of the XIX Century, trying at the same time to answer today’s questions of Art History about the archeological proveniences and the faith of the vases discovered in those years. In front of the large number of archeological discoveries made during the French Decade, we choose to focus our research on ancient painted vases. This homogeneous corpus leads us back to the discoveries and the history of archeological sites in the south of Italy during the years 1806-1815 by exploring ancient and unpublished archives. Their systematic sorting gives new information on the History of excavations, allowing us to find out the lost provenance of ancient vases, today conserved in several museums in Europe.With this original sources crossing, we aimed at offering a more complete vision of Naples during the French Decade by broadening the knowledge on the Southern Italian archeological History.Here stands the stake of a study at the confluences of different streams of History, looking at the Antiquity in the mirror of the first years of the XIX Century.
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A MATTER OF LIFE AND DEATH: POLITICAL, RELIGIOUS, ECONOMIC, AND SOCIAL CONCERNS MANIFESTED IN SOCCER HISTORY

Knox, Sam Michael 16 June 2016 (has links)
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Les terres cuites figurées de la collection Raffaele Gargiulo au Musée National de Naples : recherches sur le goût et le marché de l'art dans la première moitié du XIXe siècle / The figured terracottas of Raffaele Gargiulo’s collection in the National Museum of Naples : research on the taste and the art market in the first half of the 19th century / Le terrecotte della collezione di Raffaele Gargiulo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli : ricerche sul gusto e sul mercato d’arte nella prima metà del XIX secolo

Berriola, Riccardo 05 December 2014 (has links)
La these analyse la collection de terre cuite de Raffaele Gargiulo (1785-après 1864), céramiste et restaurateur affirmé, personnage de première importance du Musée de Naples, marchand napolitain d'antiquité des années 20 et 30 du XIXe siècle. La proposition de vente de sa collection au Musée de Naples est faite en décembre 1852. Après deux années de dures négociations le 29 mai 1855 la vente se conclut pour 6000 ducats. Pour comprendre le personnage de Gargiulo en tant que marchand d'oeuvre d'art, 315 documents, conservés dans l'Archive d'État de Naples et la Surintendance de Naples, ont èté analysés. L'étude de 11 arrêtés royaux entrés en vigueur entre 1807 et 1852, ont permis de reconstruire le cadre législatif en vigueur de l'époque. La petite plastique, la classe la plus nombreuse, représente environ les trois quarts de la collection de terre cuite. En ce qui concerne les provenances, les Pouilles et la Campanie sont largement dominantes avec 578 objets (95.54% de la collection entière): dans le détail on note que les localités se trouvant aux premières places sont aussi bien les Pouilles (Gnathia, Ruvo et Canosa) que la Campanie (Capoue et Calès), plus célèbres pour les fabrications coroplastiques. Le matériel architectonique va de la fin du VIe s. av. J.- C. au I Ier s. ap. J.-C., le matériel coroplastique se situe entre la moitié du IVe s. et la fin du IIIe s. av. J.-C., la céramique à décoration plastique et polychrome et celle achrome entre le IVe et le IIIe s. av. J.-C., alors que la chronologie des vases modelés va de la fin du VIe et le IIIe s. av. J.-C. Enfin, les lampes à huile sont toutes datées entre la première moitié et le dernier quart du Ier s. ap. J.-C. / The thesis analyzes the collection of terracottas of Raffaele Gargiulo (1785-after 1864), ceramist and restorer, leading figure of the Museum of Naples, neapolitan merchant of antiquity in the twenties and thirties of the 19th century. The proposed sale to the Museum of Naples of his collection is made in December 1852, but only after more than two years of hard deals it comes to the purchase on May 29th, 1855, for 6000 ducats. In order to understand the figure of Gargiulo as merchant of art 315 documents, kept in the State Archive of Naples and in the Historical Archive of the Archaeological Superintendence of Naples, have been analyzed. By the study of 11 royal decrees dated between 1807 and 1852 the legislative framework in force at the time was rebuilt, as part of the trade and export of archaeological and art objects. In the Gargiulo’s collection of terracottas the little plastic (443 specimens, 73.88%) is the most documented class, accounting for about three-quarters of the collection. About the provenances, Apulia and Campania with 578 items, the 95.54%, prevail. At the top lie the towns, both in Apulia (Gnathia, Ruvo and Canosa) and Campania (Capua and Cales), most famous for the coroplastic products. If the architectural material is dated from the end of the 6th century BC to 1st century AD, the coroplastic material lies mostly between the mid-4th century BC and the end of the 3rd BC. The pottery ranges between the 4th century and 3rd century BC, especially the plastic and polychrome decoration and the achromatic ceramic; the chronology of plastic vessels is more varied, between the late 6th and 3rd centuries BC. The lamps, finally, are dated to 1st century AD. / La tesi analizza la collezione di terrecotte di Raffaele Gargiulo (1785-post 1864), ceramista e restauratore affermato, figura di primo piano del Museo di Napoli, grande mercante napoletano di antichità degli anni Venti e Trenta dell'Ottocento. La proposta di vendita al Museo di Napoli della sua collezione viene fatta nel dicembre del 1852, ma dopo oltre due anni si giunge all'acquisto, il 29 maggio 1855, per seimila ducati. Per inquadrare la figura del Gargiulo come mercante di opere d'arte sono stati analizzati 315 documenti custoditi nell'Archivio di Stato di Napoli e nell'Archivio Storico della Soprintendenza Archeologica di Napoli. Attraverso lo studio di 11 regi decreti tra il 1807 e il 1852 si è ricostruito il quadro legislativo in vigore all'epoca nell'ambito del commercio e dell'esportazione di reperti archeologici e oggetti d'arte. Nella collezione Gargiulo di terrecotte la piccola plastica (443 esemplari, pari al 73.88%) è la classe più documentata, rappresentando circa i tre quarti della collezione. Tra le provenienze prevalgono la Puglia e la Campania con 578 oggetti, il 95.54%. Ai primi posti si collocano le località, sia pugliesi (Egnazia, Ruvo e Canosa) che campane (Capua e Cales), più celebri per i prodotti coroplastici. Se il materiale architettonico va dalla fine del VI a.C. al I d.C., quello coroplastico si colloca per lo più tra la metà del IV e la fine del III a.C. La ceramica spazia tra il IV e il III secolo a.C., soprattutto per la ceramica a decorazione plastica e policroma e per quella acroma, più varia è la cronologia dei vasi plastici, tra la fine del VI e il III a.C. Le lucerne, infine, si datano nell'ambito del I secolo d.C.
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Raffaele Gargiulo e la sua collezione di vasi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli : ricerche sul restauro dei vasi antichi nella prima metà del XIX secolo a Napoli : tecniche e materiali / Raffaele Gargiulo et sa collection de vases (Musée Archéologique National de Naples) : recherches sur la restauration des vases antiques dans la première moitié du XIXe siècle à Naples : techniques et matériaux / Raffaele Gargiulo and his vases collection in the National Archaeological Museum of Naples : research on the restoration of ancient vases in the first half of the nineteenth century in Naples : techniques and materials

Luppino, Angela 26 January 2017 (has links)
La recherche a analysé la figure éclectique de Raffaele Gargiulo, marchand d'antiquités célèbre en Europe, collectionneur, personnage complexe et controversé de l'histoire du Musée de Naples, dans le monde des Antiquités napolitaines de la première moitié du XIXème siècle. À partir de sa collection d’objets provenant de la Grande-Grèce; l'une des plus riches du Musée de Naples, et en examinant en particulier les vases peints, nous avons analysé ses méthodes de travail ainsi que ses techniques de restauration, les matériaux qu’il a utilisés et les choix qu’il a faits pour reconstruire et comprendre les critères qui ont guidé la pratique de la restauration des vases du musée Royal Bourbon dans la première moitié du XIXème siècle. La recherche a analysé les événements historiques qui ont conduit le Musée Royal à acheter l’intégralité de la collection de Raffaele Gargiulo et, en particulier, sa collection de vases. Le travail effectué est accompagné de documents d'archives qui illustrent les longues négociations concernant l'achat des matériaux, commencé en 1852 et achevé en 1855 et renseignent sur les tendances et les choix effectués par le Musée Royal de Naples en étroite collaboration avec la Commission des Antiquités et des Beaux-Arts. L’enquête a permis d’en savoir plus sur le restaurateur-marchand qu’était R. Gargiulo et sur les relations qu’il entretenait avec les personnes impliquées dans ces affaires. En partant des sources bibliographiques, des anciens inventaires et des documents d’archives, nous avons identifié les vases de la collection Gargiulo (environ 481 vases) et tous les “vases Gargiulo" achetés par le Musée de Naples. Nous avons compilé le catalogue des vases, en les classant par type de céramique et en rédigeant une fiche pour chacun d’eux. À travers le catalogage des vases, qui a permis la reconstruction de la collection, nous avons cherché à identifier et à mettre en évidence les goûts du collectionneur R. Gargiulo mais aussi des personnes impliquées dans les choix (ministre, directeur du Musée, experts), qui ont déterminé un certain style pour les collections du Musée de Naples. / The research focuses on the eclectic figure of Raffaele Gargiulo, who was a dealer, an expert, a restorer, a collector, a controversial figure in the history of the Naples Museum and Neapolitan antiques market in the first half of the nineteenth century. Starting from his collection of antiquites, one of the richest coming from Magna Graecia and which arrived in the Naples Museum, we have primarily examined the vases and have tried to analyze the restoration methods, the materials used and the choices made to reconstruct the criteria that guided the practice of the vases restoration in the Royal Bourbon Museum in the first half of the nineteenth century. The research analyzes the historical events that led to the purchase, by the Museum, of Raffaele Gargiulo’s collection, focusing mainly on the study of the vases collection. The research, enriched by archival documentation aimed at illustrating the long negotiation in the acquisition of the objects, which began in 1852 and ended in 1855, has shown the judgements and the choices made by the Neapolitan Museum in cooperation with the Commissione di Antichità e Belle Arti. Furthermore, it has contributed to define the figure of the restorer-dealer Gargiulo and his relationship with the people interested in the deal. A combination of archival documentation, old inventories and surveys in the Museum’s stores has allowed us to identify the Gargiulo’s vases collection (about 481 vases) and all the "Gargiulo’s vases" in the Museum. The vases catalogue has been created, in order to classify them according to type of ceramic, with an individual file for each vase. Thanks to the catalogue, which has aimed to the reconstruction of the collection, we have been able to highlight the aspects related to the criteria and to the taste of the collector Gargiulo and of the figures involved (Minister, Director of the Museum, experts, etc.). They have all contributed to the enrichment of the collections of the Naples Museum through the variety of artifacts and provenance from different locations in the Naples Kingdom.The research has also investigated the figure of the restorer Gargiulo, his "career" and his activities at the «Officina dei Vasi Italo-greci» of the Naples Museum. The restoration methods have been analyzed on some vases that still preserve the ancient interventions, focusing on a comparative study between old photos and archival documentation. / La ricerca ha analizzato l'eclettica figura di Raffaele Gargiulo, commerciante, abile restauratore, collezionista, figura controversa nella storia del Museo di Napoli e dell’antiquaria napoletana nella prima metà del XIX secolo. Partendo dalla sua collezione, una delle raccolte più ricche di materiali di provenienza magnogreca mai giunte nel Museo di Napoli, esaminando in particolare i vasi, si è cercato poi di analizzare i metodi di restauro, i materiali adoperati e le scelte attuate per ricostruire e comprendere i criteri che guidarono la pratica del restauro dei vasi del Museo Borbonico nella prima metà dell'Ottocento. La ricerca ha analizzato le vicende che hanno portato all’acquisizione da parte del Museo Borbonico della collezione di Gargiulo nella sua totalità e, in particolare, della collezione vascolare. Il lavoro, corredato da documenti archivistici volti ad illustrare la lunga trattativa nell'acquisizione dei materiali, iniziata nel 1852 e conclusa nel 1855, ha messo in evidenza le valutazioni, le tendenze e le scelte operate a Napoli presso il Museo in stretto rapporto con la Commissione di Antichità e Belle Arti e ha contribuito a delineare la figura del restauratore-commerciante Gargiulo e il suo rapporto con le figure che, più o meno appassionatamente, si interessarono alla vicenda.Sono stati individuati, sulla base delle fonti, degli antichi inventari e dei documenti archivistici, i vasi della collezione Gargiulo (481 vasi ca.) e tutti i “vasi Gargiulo” immessi nel Museo. Si è redatto il catalogo dei vasi, diviso per classi ceramiche e con la redazione di singole schede per ogni vaso. Attraverso il catalogo e quindi la ricostituzione della collezione, si sono potute individuare, nella sua varietà di classi ceramiche e di provenienze, gli aspetti relativi ai criteri e al gusto di Gargiulo e delle figure coinvolte (Ministro, Direttore del Museo, esperti, etc.) che hanno determinato anche una scelta di gusto e di rappresentatività per le collezioni del Museo di Napoli. La ricerca ha anche preso in esame la figura del restauratore Gargiulo, la sua “carriera” e la sua attività presso «l’Officina dei Vasi Italo-greci» del Museo di Napoli. Si sono esaminati i metodi di restauro su alcuni vasi che ancora conservano gli interventi antichi, anche attraverso uno studio comparativo tra le foto antiche e i documenti di archivio.

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